3 Aprile 2025

Approcci strutturati alla resistenza dei sistemi

Approcci strutturati alla resilienza dei sistemi

“Si racconta che i marinai più esperti fossero riconosciuti non solo per la loro abilità nel governare una nave, ma per la capacità di risalire a bordo anche dopo essere stati sbalzati in mare da una tempesta. È da questa immagine che possiamo cogliere, in modo semplice ma potente, il significato più profondo della resilienza: non solo resistere all’urto, ma sapersi rialzare, adattarsi e tornare pienamente operativi, anche dopo l’imprevisto.”

Nell’ambito dei sistemi informativi, la resilienza assume lo stesso valore: non si tratta solo di evitare i guasti, ma di predisporre strutture e strategie capaci di rispondere prontamente, ridurre l’impatto e ripristinare la piena funzionalità, salvaguardando la continuità del servizio e la fiducia degli utenti.

Resilienza dei sistemi informativi digitali:

Negli ultimi mesi ho assistito personalmente a un significativo incremento di eventi critici che hanno messo a dura prova la resilienza dei sistemi informativi, anche in contesti strutturati e tecnologicamente evoluti. Diversi eventi recenti offrono una chiara rappresentazione della situazione attuale:

  • Sistemi critici completamente cifrati da ransomware, con perdita temporanea – o in alcuni casi definitiva – dell’operatività aziendale.
  • RAID compromessi a seguito del danneggiamento simultaneo di controller e dischi, senza possibilità di recupero immediato.
  • Attacchi mirati che, oltre ai server principali, hanno raggiunto anche i sistemi di backup, rendendo vane le strategie di recupero dati in assenza di una protezione multilivello o di copie off-site/off-line.

Alcuni dati di ENISA

Secondo i più recenti rapporti pubblicati da ENISA – European Union Agency for Cybersecurity, agenzia ufficiale dell’Unione Europea incaricata di supportare gli Stati membri nella prevenzione e gestione delle minacce informatiche, il rischio legato agli attacchi ransomware continua a crescere in modo significativo, evidenziando la necessità di strategie di backup e resilienza sempre più robuste e coordinate. Il rapporto 2024 evidenzia come oltre il 67% delle aziende europee ha subito almeno un tentativo di attacco ransomware nell’ultimo anno.

  • circa il 31% ha subito un’interruzione operativa significativa.
  • il 20% ha registrato una perdita permanente di dati.
  • Il costo medio di un attacco riuscito (includendo danni, fermi macchina e ripristino) supera i 420.000 euro per le PMI, con picchi ben superiori nel caso di aziende strutturate.
  • nel 38% dei casi (i più critici) gli attacchi hanno coinvolto anche i sistemi di backup, compromettendone la possibilità di recupero.

Fonte: ENISA – Threat Landscape 2023 – Ransomware Threat Landscape (pubblicato a inizio 2024) 🔗 URL ufficiale: https://www.enisa.europa.eu/publications/enisa-threat-landscape-for-ransomware-attacks

La resilienza come fondamento strategico dell’infrastruttura informatica

Questi episodi, purtroppo tutt’altro che isolati, evidenziano una verità ormai innegabile: la sicurezza infrastrutturale non può più limitarsi alla protezione perimetrale o al semplice salvataggio dei dati, ma deve fondarsi su un concetto più ampio e dinamico di resilienza digitale.

Essere resilienti oggi significa prevedere e anticipare gli scenari peggiori, predisporre misure tecniche e organizzative efficaci, e garantire che, anche in presenza di un evento avverso, l’impatto operativo e reputazionale possa essere contenuto.

È un approccio che richiede visione strategica, ma anche collaborazione quotidiana, aggiornamento continuo e grande attenzione al dettaglio.

Nell’attuale contesto operativo, la resilienza dei sistemi informativi non è solo una caratteristica auspicabile, ma un requisito imprescindibile per garantire continuità, affidabilità e sicurezza ai servizi erogati.

Parliamo di resilienza quando un sistema è in grado di rispondere efficacemente a eventi imprevisti – come guasti hardware, errori umani o incidenti esterni – mantenendo o ripristinando in tempi rapidi le proprie funzionalità critiche.

Backup e disaster recovery il doppio asse della continuità operativa

All’interno di questa visione, le strategie di backup e disaster recovery rappresentano due pilastri fondamentali:

  • Il backup assicura che i dati aziendali, sempre strategici, siano salvaguardati e ripristinabili in caso di perdita, alterazione o corruzione. Per essere realmente efficace, una strategia di backup deve essere automatizzata, regolarmente monitorata, e testata periodicamente, mantenendo la compatibilità con le policy aziendali e di sistema.
  • Il disaster recovery, invece, ha una portata più ampia: non solo consente il recupero dei dati, ma definisce le procedure, i tempi e le responsabilità per ripristinare l’operatività dell’intero sistema informativo in seguito a un evento critico. Una strategia DR ben progettata prevede ambienti ridondanti, repliche sincronizzate, accessibilità remota e percorsi alternativi per garantire efficienza e continuità effettiva.

È proprio in quest’ottica che diventa essenziale un approccio condiviso e responsabile alla gestione dei sistemi: la resilienza non può essere affidata al caso, né basarsi su interventi reattivi, ma va costruita in modo strutturato e proattivo, attraverso un lavoro sinergico tra tutte le funzioni tecniche coinvolte.

Il backup non basta: serve una visione sistemica e una gestione collaborativa dell’infrastruttura

Questo significa, in primo luogo, condividere in modo trasparente lo stato dell’infrastruttura, le eventuali criticità e le priorità operative, così da poter pianificare azioni correttive e preventive con il giusto anticipo, evitando interventi in emergenza che espongono l’organizzazione a rischi tanto elevati quanto evitabili.

In secondo luogo, è fondamentale allineare le attività quotidiane con una visione strategica comune, che metta al centro la continuità del servizio, l’integrità dei dati e la sicurezza complessiva dei sistemi. Ogni ritardo o disallineamento nella gestione di elementi chiave – come l’accessibilità ai server, la corretta configurazione dei backup o la disponibilità delle risorse software – può compromettere l’intera catena di resilienza.

Dalla competenza individuale alla responsabilità condivisa

Una resilienza reale, quindi, non è il risultato di singole eccellenze operative, ma il frutto di una collaborazione strutturata, continuativa e orientata all’obiettivo comune: garantire un ambiente stabile, sicuro e sempre disponibile, a tutela dell’affidabilità del servizio verso gli utenti finali ma anche verso i clienti che confidano quotidianamente sulla piena operatività dell’intero flusso informativo digitale.

Conclusione

In qualità di consulente CAD/PLM, ogni giorno mi trovo a stretto contatto con le realtà ingegneristiche delle aziende manifatturiere. Conosco a fondo il valore racchiuso nei dati tecnici: modelli CAD, prototipi virtuali di R&D, distinte base, configurazioni prodotto, specifiche progettuali e documentazione di processo rappresentano il cuore pulsante dell’innovazione e della competitività aziendale.

Tuttavia, troppo spesso capita di scoprire come la messa in sicurezza dei dataset ingegneristici risulta incompleta o parziale. Questo non avviene per negligenza, ma per mancanza di know-how specifico nella gestione di sistemi informativi di tipo PLM, dove i dati ingegneristici e i flussi di informazioni digitali hanno caratteristiche e criticità molto elevate.

Mettere al sicuro queste informazioni significa tutelare investimenti di anni e garantire che, anche in caso di evento critico, tutto ciò che è stato progettato, sviluppato e documentato sia accessibile, integro e operativo.

Altri articoli in mTEC Knowledge Hub

STEM il nuovo DNA del progettista meccanico

STEM il nuovo DNA del progettista meccanico

Il momento che cambia la prospettiva Marco è un progettista meccanico con 15 anni di esperienza. Lavora in un'azienda manifatturiera che produce presse, una di quelle in cui il disegno tecnico è certamente realizzato con tecnologie 3D, ma viene ancora stampato in...

leggi tutto
Vuoi migliorare la gestione dei tuoi processi tecnici?

Digitalizzare oggi per competere domani.

Contattaci per una consulenza personalizzata e scopri come digitalizzare il tuo ufficio tecnico con le nostre soluzioni personalizzate per Inventor e Vault.